✏️ Suggerimento: puoi anche modificare i numeri cliccandoci sopra, per creare le operazioni che vuoi.

Sottrazioni in colonna
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📝 Per insegnanti e genitori

Tre modi per usare questa scheda con tutta la classe:

📦 Pacchetto classe
Una scheda diversa per ogni alunno (niente copiature) + foglio soluzioni, in un unico PDF.
🔗 Link compito
Copia il link già pronto e incollalo nel registro o su WhatsApp: i genitori aprono la scheda con un clic.
📱 Allenamento guidato
Ogni foglio stampato ha un QR per esercitarsi passo-passo sull'app Matematt.

Come si fa una sottrazione in colonna

Nella sottrazione in colonna si incolonnano il numero più grande (minuendo) sopra e quello più piccolo (sottraendo) sotto, allineando le cifre dello stesso valore. Si sottrae colonna per colonna partendo da destra: se una cifra del minuendo è più piccola di quella sotto, si chiede in prestito una decina alla colonna a sinistra. Il procedimento illustrato passo passo è nella guida alle sottrazioni in colonna.

1

Incolonna

Scrivi il numero più grande sopra e quello più piccolo sotto, allineando unità con unità.

2

Parti da destra

Sottrai prima le unità, poi le decine, procedendo verso sinistra.

3

Il prestito

Se la cifra sopra è più piccola, chiedi in prestito una decina alla colonna a sinistra: diventa 10 in più.

4

La prova

Somma risultato e sottraendo: se ottieni il minuendo, la sottrazione è corretta.

«Prestito» o «cambio»? Una parola per i genitori, una per le maestre

Se a scuola tuo figlio parla di cambio e tu hai sempre detto prestito, nessuno dei due sbaglia: sono la stessa cosa. Molti insegnanti oggi preferiscono «cambio» perché descrive meglio quello che succede: una decina viene cambiata in dieci unità, come si cambia una banconota in monete (e nessuno la restituisce, a differenza di un vero prestito). Quando aiuti nei compiti, usa la parola che usa la maestra: nel calcolo scritto la coerenza del linguaggio conta quanto la procedura.

Quando si impara: il percorso classe per classe

Classe prima: sottrazioni entro il 20 a mente, nei due significati di «togliere» e di differenza («quanti ne mancano?»).

Classe seconda: la sottrazione in colonna entro il 100, prima senza cambio e poi con il cambio. È il momento della difficoltà «2 cifre» del generatore.

Classe terza: tre cifre e i casi difficili, in linea con le Indicazioni Nazionali che a fine terza chiedono gli algoritmi scritti usuali. Il più temuto: sottrarre da numeri con gli zeri in catena (300−158), dove il cambio attraversa due colonne.

I 3 errori più comuni nelle sottrazioni in colonna

1. Girare le cifre invece di chiedere il cambio. Davanti a 6−8 il bambino calcola 8−6 «perché non si può». È l'errore più frequente in assoluto e non è distrazione: rivela che il cambio non è ancora stato capito. Torna per qualche giorno agli esercizi senza cambio, poi reintroducilo con materiali concreti (le monete funzionano benissimo: cambia 1 moneta da dieci in 10 da uno).

2. Dimenticare il cambio già fatto. La decina è stata «spesa», ma nella colonna successiva il bambino sottrae come se nulla fosse. Il rimedio è una routine: segnare subito con un trattino la cifra che è diminuita, prima di continuare il calcolo.

3. Gli zeri in catena. In 300−158 lo zero non ha niente da prestare e deve chiedere a sua volta alla colonna vicina. È il passaggio più difficile di tutta la sottrazione: cliccando sui numeri della scheda puoi creare apposta operazioni come 400−236 o 500−107 e allenare in modo mirato proprio questo caso.

Un percorso consigliato con queste schede

La sottrazione, a differenza dell'addizione, non è commutativa: l'ordine dei numeri conta, e per questo chiede più attenzione e qualche settimana in più di pratica. Una scheda da 8 esercizi al giorno è la dose giusta in classe seconda; passa alla difficoltà «3 cifre» solo quando il cambio a 2 cifre è diventato automatico. E insegna presto la prova: risultato + sottraendo = minuendo. Oltre a permettere al bambino di controllarsi da solo (le soluzioni si mostrano comunque con un clic), la prova è a sua volta un ripasso di addizione: due allenamenti al prezzo di uno.

💡

Consiglio: per verificare una sottrazione, somma il risultato con il sottraendo: devi riottenere il minuendo. È il controllo perfetto da fare insieme al bambino.

Domande frequenti sulle sottrazioni in colonna

Quando si insegnano le sottrazioni in colonna?

In classe seconda della primaria, prima senza prestito, poi con il prestito; le tre cifre e i casi con gli zeri (300−158) arrivano in classe terza, quando le Indicazioni Nazionali chiedono la padronanza degli algoritmi scritti.

Prestito o cambio: che differenza c'è?

Nessuna: sono due nomi della stessa operazione. 'Cambio' è il termine più usato oggi a scuola, perché descrive lo scambio di una decina in dieci unità (come cambiare una banconota in monete). Se la maestra dice 'cambio', usa 'cambio' anche a casa.

Cos'è il prestito nella sottrazione?

Quando la cifra in alto è più piccola di quella in basso, si 'prende in prestito' una decina dalla colonna a sinistra: la cifra in alto aumenta di 10 e la colonna vicina diminuisce di 1.

Perché mio figlio calcola 8−6 quando trova 6−8?

Perché ha imparato che 'non si può fare' e aggira l'ostacolo invertendo le cifre: è il segnale che il meccanismo del cambio non è ancora chiaro. Conviene tornare per qualche giorno alle sottrazioni senza cambio e reintrodurlo con materiali concreti, poi riprendere le schede.

Le schede sono gratis?

Sì, completamente. Puoi generare quante schede vuoi, modificare i numeri per creare i casi che ti servono (anche quelli con gli zeri), mostrare le soluzioni e stamparle in A4 o salvarle in PDF, senza registrazione.

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